La 10^ Edizione in citta' di sport, cultura, tradizioni e spettacoli.

“Polisportive di bacino e lotta alla specializzazione precoce per un nuovo impulso allo sport”
-
Viviamo una grossa contraddizione ove l'Italia sportiva, pur essendo "una potenza mondiale", non riesce a creare cultura sportiva in ogni angolo del Paese.
E' risaputo che tantissime zone del nostro territorio nazionale, oltre ad essere prive dei più elementari impianti, sono totalmente carenti di strutture tecniche che possano accogliere i giovani che intendano svolgere le più disparate attività sportive.
Penso che, al di la dell'analisi meramente statistica dei "numeri dello sport", sia giunto il momento, indipendentemente dai grandi risultati dello sport italiano, di cambiare la nostra organizzazione sportiva.
Mi riferisco, essenzialmente, alla necessità di creare quelle che definirei polisportive di bacino: centri di aggregazione tecnica che possano accogliere più facilmente i nostri giovani alle diverse discipline sportive.
La domanda è: possiamo affermare con sicurezza che nei luoghi più disparati del nostro Paese esistano giovani capaci di essere veloci, dei buoni nuotatori, dei bravi rugbisti, etc ?
Ed ancora: la nostra organizzazione è attrezzata per dare delle risposte certe, significative ed efficaci a tale domanda ?
Sappiamo bene che molti sodalizi sportivi sono costituiti in modo frammentario, altri vivono di eccellenze, altri sono in guerra continua con le istituzioni locali, motivo per cui credo che si possa aprire una nuova strada per riformare lo sport italiano, senza eliminare tutto il nostro percorso che ci ha portato ad essere tra le prima nazioni al mondo e, naturalmente, rendendo sempre più protagoniste le Società sportive.
Per fare ciò bisogna creare il cosiddetto sistema tra le Istituzioni visto che i vari protocolli d'intesa (Comuni, Province, etc) lasciano il tempo che trovano nel momento in cui non entrano in una dinamicità d'azione che analizzi il territorio nella sua complessità (popolazione, risorse economiche, impiantistica sportiva, rete viaria ed infrastrutture in genere, dirigenti e tecnici delle varie discipline) per dare delle risposte allo stesso.
Questa svolta, certamente, porterebbe nova linfa allo sport italiano, soprattutto a quelle discipline che, ciclicamente, vivono periodi difficili.
Tale azione andrebbe maggiormente considerata anche in virtù del fatto che la nostra popolazione diventa sempre più vecchia e che, chiedo scusa per l'irriverenza, tra qualche anno ci porterebbe ad essere campioni mondiali solo di qualche settore.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la questione della specializzazione precoce che, cosa risaputa, diminuisce sensibilmente la vita sportiva di un atelta.
Ciò, credo, sia soprattutto dovuto alla mancanza di una "guida teorica" che non ha creato i giusti presupposti metodologici affinchè si uniformasse il percorso educativo per evitare l'abbandono di tanti giovani.
Il CONI, faticosamente e grazie ai vari progetti dell'Ufficio promozione dello Sport (Giochi della Goiventù, Giocosport e Centri Coni Giovani), sta proponendo una giusta metodologia nella battaglia alla specializzazione precoce.
Senza un'azione forte, naturalmente, sarà difficile presentare, in tutto il Paese, un messaggio positivo.
Il Presidente del C. P. C.O.N.I. di Avellino
Giuseppe Saviano